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Tutti da visitare, tutti per cercatori di radici, tradizioni, storie, bellezza.
San Felice il verde dei giardini si stempera in quello delle serre e dell’agriturismo e vira improvviso al bianco/rosso delle ciliegie di maggio, insieme ai rintocchi di una pieve campestre.
Centocroci è sospesa nell’aria l’eco inquietante di storie di strada e di secoli andati: briganti, agguati, santi pellegrini come Francesco, piloni votivi e truci leggende.
Appartata,con meravigliose stradine di quiete, di bosco e di erbe, è Mongreno, chiusa nella sua valle, ma spalancata in vetta su panorami da capogiro.
E ancora Podio, splendida di sapori e valori comunitari, fiera della sua secentesca chiesetta, della scuola, dei ciliegi, della sua vita di paese, dei legami di amicizia che la messa domenicale mantiene vivi; giù alla Balbiana, una bella piana recintata dalla statale, ma ancora frusciante di lepri, volpi e scoiattoli, si respira come una volta l’aria della campagna e il laghetto di  Terrabianca fa da cerniera con il più giovane Villaggio Satellite che sa mescolare qualche estrosa intuizione di architettura degli anni ’60 con ricordi di pascoli e vigne, canti di cincie, voli di tortore e merli.
E’ un borgo a sé anche il Centro, stretto attorno a una piazza un tempo prato a doppio filare di olmi e srotolato come cintura sui fianchi di una bella collina che vanta una porta ad arco del 1831 e, in vetta, un pianoro panoramico con vista su oltre 200 paesi dell’astigiano e su Sarzana (nelle giornate di magia e solo per chi ha occhi d’Argo!); e ancora una straordinaria Secentesca S.S. Annunziata, testimone della continuità della bellezza sacra, con tesori che svariano da un Cristo ligneo del ‘400 a strepitosi stucchi di maestri luganesi, da un organo Vegezzi Bossi del 1858 a un’icona contemporanea della Madonna Incinta in foglia d’oro su legno.
La Valle dei Miglioretti, vicina di casa della moderna piscina Moby Dick, custodisce, protegge e svela, soltanto a chi conosce il lungo cercare, l’affresco più antico di Pino: un gruppo vivacemente policromo (Madonna, Bambino, Santi e Offerenti) di cronaca sacra del 1676.
Valle Ceppi conclude la ricognizione dei borghi pinesi. Autentico paese nel paese, parrocchia autonoma dal 1925, ha un tessuto sociale coeso e vivace, un Centro d’incontro giovanile, un Centro anziani, un forno e un’osteria celebrati nelle guide gastronomiche, un negozio punto di riferimento per una spesa che va dai giornali agli agnolotti e un Museo delle Contadinerie e della cultura materiale.
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